sabato 17 ottobre 2015

Come possono aiutarci gli axolotl? La ricerca sulla rigenerazione degli arti.


No, mentre scrivevo il titolo non mi sono addormentata sulla tastiera… Non avete mai sentito parlare degli axolotl?

Immagino di no, probabilmente molti di voi non immagino nemmeno di cosa si tratti. Iniziamo quindi parlando di questo strano animale.

L’ Ambystoma mexicanum, comunemente chiamato axolotl, è un anfibio della famiglia delle salamandre che si nutre prevalentemente di pesci e molluschi e vive nei pressi del lago Xochimilco, in Messico. Molto famoso come anfibio domestico e comunemente allevato, in natura è gravemente a rischio d’ estinzione. Il suo nome ha origini azteche e significa letteralmente “mostro”.


Questo strano e simpatico animale è un nostro lontano cugino, infatti ha diversi geni in comune con l’essere umano che nel corso della sua evoluzione è stato anche un anfibio. Sulla base di ciò, alcuni scienziati dell’AFIRM (Armed Forces Institute of Regenerative Medicine) stanno studiando quali geni usino gli axolotl e altri tipi di salamandra per far ricrescere gli arti, comparandoli con quelli che gli esseri umani usano per le ferite.

Nel caso delle salamandre, come anche per alcuni rettili ed echinodermi quali le stelle marine, quando subiscono un trauma e si ha la perdita di un arto o della coda, il corpo reagisce ricostruendo tessuti, nervi e vasi sanguigni che diventano poi una nuova estremità perfettamente utilizzabile.
Però probabilmente questo lo sapevate già, specialmente se come me siete cresciuti in campagna inseguendo e giocando con le lucertole.

Come funziona esattamente?

Dunque, le salamandre hanno la particolare abilità di rigenerare parti del corpo come arti, coda, occhi e parti del sistema nervoso centrale. Questa capacità è dovuta all’ espressione genica delle cellule durante il processo di rigenerazione.
Si ha quindi un responso rigenerativo immediato. Per prima cosa si forma uno strato di cellule epiteliali intorno alla ferita che inizia a mandare dei segnali ai tessuti circostanti. Insieme, un gruppo di cellule staminali e cellule simili locate nella zona della ferita, si differenziano per formare un nuovo arto creando inizialmente un blastema, ovvero un gruppo di cellule indifferenziate che si moltiplicano dando origine a organi e strutture primordiali.

Col tempo, queste cellule si differenziano in tessuti mesodermici ad esclusione però della spina dorsale che si forma grazie a un gruppo di cellule epiteliali dell’ependima spinale che circonda il midollo, ricostruendo il tessuto neurale.
Si formano poi gli strati più esterni dell’arto, i bordi che vengono successivamente riempiti con muscoli e ossa e le cellule continuano a inviare segnali finché non si sarà rigenerato completamente e le sue funzioni non saranno tornate normali.


Questo processo per le salamandre richiede diverse settimane o mesi, quindi non è così immediato e semplice come si pensa, ma potrebbe costituire un’importante svolta per la medicina rigenerativa degli esseri umani.

Ma perché proprio gli axolotl?

Queste salamandre, a differenza di molte altre, hanno la capacità di rigenerare tessuti del sistema nervoso centrale in maniera decisamente notevole e rapida. Pertanto la ricerca si basa principalmente su questa specie in particolare, dato che quella su ratti e altre specie finora ha dato scarsi risultati.
Negli esseri umani in particolar modo la ricerca sulla rigenerazione degli arti si basa principalmente sulle cellule staminali embrionali che, nei primi stadi dello sviluppo, non sono ancora differenziate e pertanto possono avere un grande potenziale.



Stavate tagliando una torta e accidentalmente –zac- vi siete affettati anche un dito? Nessun problema! Tanto prima o poi ricrescerà!

Sarebbe davvero notevole avere questa capacità. Peccato che da un punto di vista evolutivo gli animali che possiedono questa caratteristica rigenerativa siano apparsi sulla Terra molto prima di noi, cosa che limita per diverse ragioni i progressi. E peccato anche che questa ricerca sia condotta sotto finanziamento dell’esercito americano e abbia pertanto fini bellici.

Lo so, non mi sono dilungata troppo a spiegarvi ogni dettaglio, essendo questo un discorso non semplicissimo e non alla portata di tutti. Ma se siete curiosi e volete saperne di più, vi lascio qua di seguito diversi link per approfondire il discorso, che personalmente ho trovato molto interessanti! Spero solo che ve la caviate con l' inglese...

Se volete leggere uno studio specifico, questo è il link a un articolo scientifico relativo all’ espressione genica nel processo rigenerativo della spina dorsale negli axolotl.


E un altro sempre piuttosto specifico sulla rigenerazione degli arti.


Vi lascio anche un paio di video carini dove potrete scoprire di più sulle cose di cui vi ho appena parlato.


E grazie per aver letto questo articolo!!!

The science finction of yesterday happens to be a lot of the medicine of today. It is the imagination that allows us to seek these solutions that someday in the future become a reality.
Antony Atala, MD,AFIRM' s co-director


6 commenti:

  1. Molto interessante! Purtroppo capisco solo il discorso a grandi linee, perché le mie conoscenze di istologia sono limitate...

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    1. Grazie! Si per questo non ho voluto dilungarmi troppo e andare nel dettaglio, è un discorso non troppo facile purtroppo e se apri i link è la fine... però questi animaletti sono davvero simpatici! :)

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  2. Ma qui è un attimo poi a diventare Lizard... :)

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    1. Esatto! In realtà spero puntino a questo: a farci diventare delle enormi lucertole o dei simpatici anfibi rosa :)

      P.s.: che dici di fare il guest blogger per l' evento di Ximi? :)

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    2. Un'idea l'avrei. Dovrei svilupparla però.

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    3. Proponi pure :) sono fiduciosa!

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