mercoledì 23 marzo 2016

¡Las Fallas de Valencia!


Ciao a tutti! Oggi vi parlo di una festa, molto molto particolare. Ma non ve ne parlerò come turista bensì in un modo personale basato sulla mia esperienza. Come alcuni di voi sapranno è ormai un anno e mezzo che studio a Valencia, in Spagna.

Avendo avuto l’opportunità di entrare in una fantastica università, sono quindi andata a vivere temporaneamente in una nuova città. È stato un nuovo capitolo della mia vita, avevo davvero bisogno di cambiare aria dopo un lungo periodo difficile e non mi pento della mia scelta. Ma questa è un’altra storia che un giorno, forse, vi racconterò.

Falla Maestro Gozalbo-Conde Altea, che secondo me doveva vincere.

E dunque, parliamo di una festa assurda: le Fallas de Valencia. Ogni anno tra il 15 e il 19 marzo, la città si riempie di enormi statue coloratissime chiamate “ninots”, luci, bancarelle piene di dolci, churros, carne, paella, si fanno fuochi d’artificio ogni giorno, le donne valenciane di ogni età si vestono da “falleras” con pizzi, stoffe colorate, fiori e gioielli, i bambini tirano petardi ovunque. In poche parole: questa festa è un casino assurdo.
E quest’anno sono candidate per diventare patrimonio non materiale dell’umanità, decretato dall’UNESCO, quindi sono state particolarmente impressive.

Ma parliamo un po’ della loro storia, su cui esistono libri e libri.

Il nome “Fallas” deriva dal valenciano (dialetto) medievale falla, da fax, in latino fac(u)la, torcia, che veniva usata sulle torri di guardia, usate poi successivamente dal re Jaime I “el conquistador” (1208-1276) per illuminare il cammino durante le campagne di guerra e utilizzate successivamente nelle feste paesane e occasioni importanti.


Il 19 marzo, ultimo giorno de las Fallas, si festeggia San José o meglio San Giuseppe Sposo della Vergine Maria, e quindi viene festeggiata la coppia in questa maniera molto originale.

Sin dai tempi più antichi, per l’occasione, si accendevano luci per la città in onore del santo ma parallelamente si sviluppa anche una versione popolare di questa festa: il corpo dei carpentieri faceva un falò purificatore nelle piazze principali la sera del del 19, bruciando i trucioli e resti avanzati dal lavoro insieme ai cosiddetti “parots”, le luci che usavano per illuminare il posto di lavoro, che in previsione dell’arrivo della primavera e la fine dell’inverno, non avrebbero più necessitato. E quindi questa festa serve anche per annunciare la nuova mite stagione.


Nel XVIII secolo questa festività riceve ufficialmente il nome di Fallas, dove però si

bruciavano unicamente materiali avanzati da ogni casa. Con il passare degli anni questa tradizione evolve: si iniziano a costruire i “monumentos falleros”, sculture e teatrini che rappresentavano scene quotidiane con attori e persone vere per evidenziare i problemi della società, della politica, caricandosi di ironia e satira. Proprio a causa della satira e dell’eccessiva critica, nel 1870 le autorità decidono di bandire le Fallas e controllarle ma il forte sentimento tradizionalista dei cittadini fa sì che nel 1885 nasca un movimento popolare per difendere i costumi della tradizione che inizia a premiare i monumenti più belli, fondando anche la rivista “La Traca”. Da allora inizia a instaurarsi una competizione tra piazze, tra vicini e quartieri, e i monumentos falleros iniziano a diventare sempre più artistici, grandi, colorati, vistosi, stravaganti, mischiando l’elemento di critica con l’estetica.


Nel 1901 lo stesso municipio di Valencia elargì diversi premi alle sculture, che prenderanno il nome di “Ninot” (in italiano pupazzi, fantocci) e da allora questa festa iniziò ad assumere un carattere sempre più importante per la città, fino a creare una sorta di unione tra potere politico e il popolo che sfocerà nell’ufficializzazione di questa festa.

Oggi, per l’occasione, la città viene chiusa e si festeggia sin dai primi giorni di marzo fino alla fine di questo evento. Diversi elementi caratterizzano le Fallas e le rendono incredibili:
  •         I Ninot: che si sono evoluti dall’ essere semplici cumuli di trucioli fino a diventare sculture enormi, a volte anche alte come palazzi, creati da architetti e ingegneri delle “casas falleras”, gruppi, associazioni che riuniscono gli abitanti di una zona per rappresentare il quartiere, e vengono spesi anche milioni di euro per crearne una sola. Vengono esposte per diversi giorni fino alla sera del 19, chiamata “Nit de la Cremá”, dove verranno bruciate tutte eccetto quella che viene premiata come migliore.
Vista di Valencia durante la Nit de la Cremá. Sembra ci sia una guerra...

  •          Le Falleras: le donne valenciane si vestono in maniera vistosa con abiti antichi pieni di pizzi, stoffe costosissime fatte a mano, raccogliendo i capelli in trecce. Portano in mano fiori fino alla piazza centrale il giorno 17, dove li doneranno a un’enorme scultura della Vergine Maria. La fallera più bella vincerà il premio come “Fallera Mayor” e riceverà onore e fama, dando inizio alle fallas dell’anno successivo.
Una delle falleras più belle che ho visto.

  •          L’ Ofreda: è l’offerta alla Vergine, il giorno 17 sfilano per tutta la città le donne portando dei fiori bianchi e rossi che verranno appesi dagli uomini su un’enorme scultura dell’immacolata per completarne il vestito.
Statua della Vergine nella Plaza de la Virgen, appunto.

  •         La Mascletá: dal 1º marzo fino al 19 tutti i giorni alle 14:00 nella piazza del municipio si fa uno spettacolo pirotecnico con petardi, fuochi d’artificio, fumi colorati che sfondano i timpani ma sono particolarmente belli da vedere. Il nome di questo evento deriva da quello dei petardi utilizzati, chiamati masclet, che si scoppiano in maniera sincronizzata per 5-7 minuti prima del “terremoto” finale (si viene proprio chiamato così), particolarmente rumoroso.
Preparazione dei petardi

  •        La Crida: apre il periodo de las Fallas, è una lunga preghiera che si fa l’ultima domenica di febbraio alle Torres de Serranos e il sindaco consegna le chiavi della città alla Fallera Mayor vincitrice dell’anno precedente.


Oltre a questi elementi che rappresentano e rendono tipica questa festa, per tutta la città si cucina la paella in mezzo alla strada, ci sono bancarelle di churros e buñuelos (sempre bombe fritte piene di crema), chorizo, carne, dolci, birra, si lanciano petardi ovunque, si balla, ci sono spettacoli di luci e musica e via dicendo. Insomma è davvero un evento incredibile che porta sempre migliaia di turisti e muove milioni di euro pubblici.

La mia opinione

Al di là del fatto che vivo a Valencia, quest’anno ho partecipato a qualche giorno de las Fallas, al contrario dell’anno scorso che sono scappata prima che iniziassero. Quindi, approfittando della mia permanenza ho deciso di fare un giro. Francamente non amo il casino, le persone, detesto i petardi che mi fanno venire un mal di testa incredibile e non mangio roba fritta né piena di olio per diverse ragioni. Ma nonostante tutto ho trovato un ottimo modo per vivere questa festa senza impazzire. 



Infatti ho girato con i tappi nelle orecchie, dato che ogni santissimo minuto qualcuno fa esplodere petardi: una delle cose che non condivido di questa festa è l’abolizione di ogni regola sull’utilizzo dei petardi e si vedono bambini che li lanciano contro persone, in ogni luogo. Francamente mi sembra inutile e pericoloso, non per nulla gli ospedali sono pieni e ogni momento si sente una sirena dell’ambulanza o dei vigili del fuoco.

I ninot sono davvero belli, ma sarò sincera nel mio criticismo: rappresentano alla perfezione
La vincitrice di quest'anno: non meritava secondo me.
la mentalità spagnola. In ogni scultura l’elemento di satira è presente, talvolta è anche molto divertente, ma più di tutto spicca la volgarità di certi elementi: molte sculture sono piene di uomini con palle e pisello di fuori, erezioni, che si esibiscono in atti sessuali con donne dai volti strani, e così dicendo. Non dico che mi infastidisca ma francamente alcuni si potrebbero evitare, soprattutto vista la presenza di bambini e l’eccessiva volgarità. Ma il mio giudizio forse è influenzato da alcune orrende esperienze vissute in questo paese. Inoltre sembra che il premio per il miglior Ninot vada alla scultura che è costata di più e non alla più bella, cosa che mi sembra abbastanza ingiusta.

Il problema peggiore a detta mia sono le persone: non si spostano, ti spintonano, alcuni girano persino nudi e ubriachi marci (anche se tendenzialmente sono turisti inglesi), se sei una turista o giri da sola probabilmente qualche pervertito ti seguirà o cecherà di toccarti, arrivando persino a fare versi (per esempio a fare dei fischietti con la bocca come per chiamare un gatto o un cane). Fumano ovunque e non solo sigarette, non hanno rispetto e sporcano ovunque lasciando carte, bottiglie, ecc.
In fondo però, per chi ama questo genere di feste che ricordano molto quelle del sud Italia, è un evento perfetto per distrarsi.



I miei consigli per chi volesse vedere le Fallas

Purtroppo però devo fare qualche ulteriore appunto, riguardante anche la strage avvenuta pochi giorni fa: non girate con i pullman o i taxi a Valencia. È estremamente pericoloso, gli autisti fanno turni anche da 17 ore senza pausa e guidano come dei pazzi, telefonando o ignorando i semafori (ma non solo durante questa festa).

Ve lo dico non influenzata dalla disgrazia, che ha coinvolto anche persone che conoscevo, ma per esperienza: giusto mentre andavo in aeroporto per tornare in Italia, mi sono ritrovata a parlare alle 4,30 del mattino con un tassista che mi raccontava degli incredibili turni di lavoro di quei giorni, e oltretutto incidenti che implicano la morte di qualche giovane investito da bus e metropolitana avvengono periodicamente, ma non se ne parla molto essendo casi isolati. È meglio prendere la metro, che in quei giorni funziona 24 ore, oppure il treno per spostarsi anche se costa un po’ di più e tende a essere in ritardo.

Evitate di mangiare carne cotta all’ aperto, nelle enormi griglie sulle strade, perché, oltre a essere illegale, non viene né controllata né conservata in maniera appropriata. Quindi il vostro rischio di stare male aumenta notevolmente. 



Se non sopportate i rumori procuratevi dei tappi per le orecchie oppure dei pezzi di fazzoletti leggermente umidi, funzionano alla perfezione. NON portate animali, specialmente i cani che non sopporterebbero odori e tutto il rumore.



Non affittate macchine perché la maggior parte della città è chiusa alla circolazione e quindi è completamente inutile.
Occhio al portafoglio e allo zaino, per ovvi motivi.
Portatevi sempre dei soldi dietro, perché la maggior parte dei bancomat è fuori uso e nessuna bancarella (o quasi) accetta carte di credito.
Ah, ultima cosa: portatevi un ombrello sempre dietro. E prenotate hotel in anticipo.


Se volete ulteriori informazioni sull’evento o sulla città non esitate a chiedere! Sono a vostra disposizione!


Io ho fatto la foto con le falleras più belle!

Grazie per aver letto questo articolo e godetevi qualche foto dalle Fallas el 2016 :)

Falla Maestro Gozalbo, che secondo me doveva vincere perchè stupenda e piena di dettagli...






Altri ninot...






Falla gigante di fronte al municipio. Abbastanza brutta.

Mi è piaciuta molto per l'idea: dedicata al morbo di Parkinson

Un romantico bacio...

Uno dei tanti elementi di satira politica presenti

La mascleta vista dal 12º piano di un palazzo...



E poi ciò che ho apprezzato meno... l'elemento volgare (queste sono solo pochissime foto e nemmeno le peggiori).





E ancora, fuochi d'artificio e la notte della crema...



Giusto un po' inquietante...
Se volete altre foto le aggiungerò una volta spostate dal telefono. Alla prossima ;)

2 commenti:

  1. Mancano solo i piccioni colorati! :)

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    1. Mi sa che li hanno fritti, ecco perchè non li ho trovati :P

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